Mercoledì 9 Settembre, h. 18.30, Sala storica Dino Campana, Biblioteca delle Oblate, Via dell’Oriuolo 24
Lettura di Sigurbjörg Þrastardóttir e Marion Poschmann,introdotte da Silvia Cosimini e da Paola Del Zoppo.
igurbjörg Þrastardóttir è nata ad Akranes, in Islanda, nel 1973 e vive a Reykjavík. Laureata in letterature comparate e in giornalismo, ha lavorato come giornalista per la maggiore testata islandese e per il suo inserto culturale fino al 2006. Nel 1999 debutta in poesia con Blálogaland (“Terra di fiamme blu”), seguito da altre dieci raccolte poetiche, che le hanno valso numerosi premi e riconoscimenti. Le sue poesie sono state tradotte in una ventina di lingue in occasione di letture e festival e sono state pubblicate su riviste e antologie in Europa e altrove. Durante i suoi studi, Sigurbjörg ha vissuto per due anni in Italia, paese in cui torna appena può. È autrice anche di due romanzi e alcuni pezzi teatrali. Il suo volume di poesie Cicatrici, è uscito in Italia nel 2021 (Valige rosse, traduzione di Silvia Cosimini).
| ATLANTSHAF I Sjá þessa litlu eyju þessa stóru einmana eyju þar sem enginn hleypur berfættur um svarta sanda á haustin sjá þessa þrjósku voga og voguðu þorp þar sem fólkið vakir bátarnir farast og kunnuglega masturshúna rekur á land | OCEANO ATLANTICO I [Trad. Silvia Cosimini] Guarda questa piccola isola quest’isola grande solitaria dove nessuno corre a piedi nudi in autunno sulle sabbie nere guarda queste rade caparbie e i villaggi radi dove la gente veglia le barche naufragano e la mareggiata riconosce teste d’alberi maestri |
______________________________________________________________________________________________________________
Marion Poschmann, nata nel 1969 a Essen, vive e lavora a Berlino. Ha studiato letteratura tedesca e slava e filosofia alle Università di Bonn e di Berlino. È autrice di cinque raccolte poetiche, tra cui Verschlossene Kammern (2002), Geliehene Landschaften, 2018 (Paesaggi in prestito, traduz. di Paola Del Zoppo, Del Vecchio edit. 2020, premio Ceppo, Pistoia), Nimbus, 2023 (traduz. di Paola Del Zoppo, Del Vecchio, 2023). Ha pubblicato anche volumi di narrativa – tra cui Hundenovelle, 2008 (Cani del cielo, traduz. di Margherita Belardetti, Cairo ed. 2009) e Die Kieferninseln, 2017 (Le isole dei pini, traduz. di Dario Borso, Bompiani, 2019) – e di saggistica, ottenendo prestigiosi premi e riconoscimenti.
| da NIMBUS Was ist Dunkelheit? Ich wollte Wälder wiedererkennen in stürmischer Düsternis, in diesen über und über aufgeschütteten Schatten, wollte im Hauch aus der Ferne das Laub fallen sehen, das Dämmerlaub, Blatt für Blatt ultraleicht ausgeatmet, wie Daunen. Schattental. Teeschale. Unfaßbar schwarz. Eisen-Asche- Glasur, Setoguro, ein regloser Fluß, in den ich so lange schaute, der sich den Außenraum Innenraum als Aufgabe stellt. Ein Gefäß voller Körperlichkeit in die Hand nehmen, die Lippe der Tasse mit eigener Lippe berühren, über Hüfte und Fuß gekörnter Tontöpfe streichen, sich schaudernd die Haut daran aufrauhen. [….] | da NIMBUS [Trad. Paola Del Zoppo] Cos’è l’oscurità? Volevo riconoscere i boschi nell’agitata tetraggine, in quelle ombre innalzate ancora e ancora, volevo vedere il fogliame cadere nel soffio lontano, fogliame del crepuscolo, espirate foglia dopo foglia, leggerissime, come piume. Valle di ombre. Scodella di tè. Di un nero indescrivibile. Invetratura di ossido di ferro, Setoguro, un fiume senza sosta in cui guardai così a lungo che lo spazio esterno fu per lo spazio interno un dovere. Prendere in mano un recipiente così corporeo, toccare il labbro della tazza con il labbro, accarezzare sui fianchi e i piedi vasi di terracotta irregolari, irruvidircisi la pelle con un brivido. [….] |

