Voci lontane, voci sorelle

08/09_ Thierry Metz lettura collettiva

Martedì 8 Settembre, h.17.30, Cimitero agli Allori, Via Senese 184
Poesia del lavoro: lettura collettiva delle poesie del poeta operaio francese Thierry Metz.Introduce Francesco Vignoli. Accompagnamento musicale di Cristina Abati.

Thierry Metz (Parigi 1956 – Istituto psichiatrico di Cadillac, Bordeaux1997), nella vita manovale e muratore sterratore, è un poeta vero, la voce più forte, originale della sua generazione. Del tutto autodidatta, lontano dai circoli letterari, animato da una lingua semplice e potente, ci ha lasciato una manciata di scritti, sparsi tra diversi libri, che ci appaiono oggi come tappe di un’unica, ininterrotta opera. Ricordiamo alcuni. Le raccolte di poesie Sulla tavola inventata (1988, subito premiato, ediz. italiana 2018); Dolmen seguito da La dimora freatica, (1989, premio Froissart) ediz. italiana 2025; Lettere all’Innamorata(1995, ediz. italiana 2022), Su una poesia di Paul Celan (1999; ediz. Italiana 2024). E i volumi di prosa poetica Diario di un manovale (1990, ediz. italiana 2020); L’uomo che pende (1997, ediz. italiana 2001).

da Sulla tavola inventata (1988)                                                                         (traduz. Riccardo Corsi)

Comment te reconnaître si tu es Personne
et qui se tient là si tu n’es pas
je devine un oiseau caché
dans ta sieste
je sais qu’il chante
pour couvrir ta voix      dehors
caillouteuse      crissante
c’est lui qui échappe aux campements
toujours
comme un rire vers la haute mer
lui l’éclaireur qui rassemble tout
qui chemine      dans la pensée d’Ulysse
l’anonyme
mendiant une parole claire
à la table sourde
pour soudain     ici
dans la chambre dormante
nous crier son nom 
Se sei Nessuno come riconoscerti
e chi resta se non ci sei
immagino un uccello celato
nel tuo riposo
canta lo so
per coprire     fuori
lo stridere     della tua voce petrosa
gli accampamenti fugge
sempre
come ridendo per l’alto mare aperto
lui l’esploratore che raduna tutto
incamminandosi    nel pensiero di Ulisse
l’anonimo
mendicando alla tavola sorda
una parola chiara
per gridare d’improvviso       qui
nella stanza che dorme
il suo nome


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